Lu tamburru te lu core

CICLO DI INCONTRI PER DANZARE LA PIZZICA

 

 

La “pizzica de core”, la più nota danza salentina, sta vivendo un periodo di grande attenzione. In realtà a diffondersi è soprattutto il genere musicale, mentre, la danza, viene più spesso improvvisata e vissuta come libero movimento al ritmo della musica. Questa diffusione, senza conoscenza delle radici fa perdere il valore e il piacere di una delle danze più ricche di fantasia, sensualità e bellezza. Lu tamburru te lu core è un percorso di apprendimento delle coreografie più usate nella pizzica de core ed anche l’occasione per conoscere ciò che si nasconde dentro e oltre il movimento.

La musica e la sua struttura, gli strumenti tradizionali utilizzati, le origini della danza, l’uso terapeutico, i percorsi delle feste, i principali gruppi musicali del genere, saranno altrettanti spunti per approfondire la conoscenza della cultura tradizionale.

PROGRAMMA

  • Mercoledì 20 aprile 2005
    Il ritmo della danza
    Soni a ballu

  • Mercoledì 27 aprile 2005
    La gestualita’
    Lu caminatu tou pare ca balla

  • Mercoledì 4 maggio 2005
    Il gioco della danza in coppia
    Ca la donna se luntana e l'omu cucchia

  • Mercoledì 11 maggio 2005
    Gli abbellimenti
    Le Ronde e lu Santu Patrunu

 

FINALITA'

LA MUSICA POPOLARE

 

Diversamente dalla concezione anglosassone (POP), per musica popolare in Italia, non si intende la musica più ascoltata, bensì quella che trae le sue origini dall’uso nelle feste e nei riti collettivi della gente comune.

Si tratta di forme musicali non colte, in quanto non nascono su un pentagramma, ma piuttosto sono state trasferite oralmente tra i cantori e i musicisti di una comunità.

Il senso di questa musica e delle coreografie connesse è strettamente legato ai contesti nei quali si è originata. La nascita, la vita, la morte, la protesta, l’amore, l’evocazione del divino sono altrettanti momenti per il canto e per la danza.

Queste forme musicali si sono miracolosamente salvate dall’azione demolitrice del “nuovo che avanza”, in talune aree sono ancora “in funzione” mentre in altre sono scomparse solo recentemente, lasciando un alone di conoscenza che consente una ricostruzione almeno parziale della tradizione.

Il programma si propone la diffusione delle culture tradizionali, come parte integrante della biodiversità culturale e come testimonianza di un modello di vita e di un sistema produttivo in migliore equilibrio con la natura e con il paesaggio. 

Il senso di questo recupero sta nel bisogno di ritrovare, anche nel passato, le soluzioni per un futuro più certo, costruendo argini al fenomeno di massificazione, che sta omogeneizzando culture, paesaggi e storie.

Favorire un recupero di queste antiche conoscenze è un nostro bisogno e un nostro compito.

Il corso si svolgerà dalle 20,30 alle 22.30 in via Giuseppe De Nittis n. 42, nelle vicinanze del palazzo dell'ENEL in via Capruzzi.

E' previsto un contributo di 25 euro oltre la tessera (10 euro) per i non soci.

Ad ogni partecipante sarà consegnata una dispensa esplicativa con bibliografia e discografia essenziale.

Intervista rilasciata da Nico Tedesco alla Gazzetta del Mezzogiorno
in occasione dell'analogo corso svoltosi lo scorso anno - pdf (72Kb).

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI

Nico 080/5300027 - 336/537056

Elaisa 339/1374069