PAESAGGI D’ALBANIA

L’immagine che ognuno di noi ha dell’Albania non delle più lusinghiere. Al tempo stesso, però, essa genera curiosità, soprattutto tra coloro che sono sempre alla ricerca di nuove mete da scoprire. In Albania, la realtà è molto più ricca e complessa dei clichè che la riguardano e riserva molte sorprese, come il Parco Nazionale di Butrint, all’estremo sud del paese, quasi al confine con la Grecia, o il Parco Nazionale del Llogarà, a sud di Valona.

IL PARCO NAZIONALE DI BUTRINT

L’antica città di Butrint rappresenta senz’altro, insieme alle estese aree umide costiere, il cuore del piccolo Parco Nazionale.

L’antica città di Butrint occupa una penisola boscosa, in posizione strategica tra lo stretto di Corfù e il lago omonimo, e conserva resti ellenici, romani, bizantini, veneziani e turchi, in un’eccezionale stratificazione di segni della frequentazione umana di questo territorio che coprono un arco temporale esteso per circa 3000 anni, pressoché senza soluzione di continuità.

Il mito più famoso relativo alla fondazione della città di Butrint si trova nell’Eneide di Virgilio, quando si parla dell’arrivo di Enea a Butrint dove incontra Andromaca. Numerosi sono poi i miti e le leggende ambientate a Butrint nel corso dei secoli, a dimostrazione dell’importanza dell’insediamento.

Le più antiche testimonianza documentarie risalgono invece al VI secolo a.C., in un elenco di città e porti compilato da Ecateo di Mileto; gli scavi archeologici hanno invece dimostrato come la più antica frequentazione risalga alla fine dell’VIII secolo a.C. Va ricordato che gli scavi più estesi cominciarono nel 1920, quando Mussolini, per celebrare le glorie dell’Impero romano, inviò qui una spedizione con a capo l’archeologo Ugolini.

I resti della città occupano un’area di circa 16 ettari all’interno delle mura, ma in alcuni periodi della sua storia l’insediamento si estendeva su vaste aree anche all’esterno delle mura stesse (attualmente il monumento più rappresentativo all’esterno delle mura è la fortezza triangolare, sul lato opposto del canale che lambisce la parte bassa dell’insediamento).

Il sito si struttura in due parti morfologicamente distinte: l’Acropoli, su una collina alta fino a 42 metri sul livello del mare, con ripidi fianchi ulteriormente difesi da un circuito di mura; la città bassa, che occupa la parte inferiore della collina, lambita dal Canale di Vivari.

I resti della città greca, risalenti in particolare al periodo compreso tra il terzo e il secondo secolo a.C. (anche se la fondazione risale al periodo compreso tra l’ottavo e il sesto secolo a.C.), sono rappresentati dallo splendido teatro, da due templi, da alcune porte (porta Scea e porta del Leone) e da tratti delle originarie mura difensive.

Le fortificazioni di questo periodo dimostrano la potenza economica e militare della città, uno dei maggiori centri marittimi fortificati del mondo antico. Nel IV secolo a.C., sotto il controllo di Alessandro il Grande, Butrint raggiunse l’apice del suo splendore, contando tra l’altro oltre 10.000 abitanti.

Alla fine del III secolo a.C. Butrint fu conquistata dai pirati Illiri (gli albanesi sono i discendenti diretti degli antichi illiri, tant’è che la lingua albanese deriva da quella il lira).

Le tracce della dominazione romana iniziata a metà del II secolo a.C., oggi ancora in buono stato di conservazione, sono rappresentate dai bagni termali, dal Ginnasio, dal Tempio di Minerva, dal Ninfeo, dal Palazzo Triconch e dalla Villa Diaporit, abitata da un amico di Cicerone.

L’architettura cristiano bizantina, risalente al V – VI secolo d.C., include il Battistero eretto nell’ultima metà del VI secolo (il più grande del suo genere dopo quello di Costantinopoli, con importanti mosaici pavimentali intorno al fonte battesimale) e la Basilica, eretta nel VI secolo ed utilizzata fino al XIII.

Principale testimonianza del periodo Veneziano (i Veneziani conquistarono infatti Butrint nel 1386) è invece la fortezza triangolare (XVI secolo), fronteggiata dalla torre quadrangolare (XV secolo). I Veneziani occuparo solo una piccola parte dell’antica città, prosperando per lungo tempo grazie al commercio del pesce, del legno e del bestiame.

Alla presenza dei Veneziani si alternò per alcuni secoli quella degli Ottomani: nel 1537 i Veneziani si arresero a Solimano il Magnifico, ma ritornarono in possesso della città ad intervalli durante i secoli XVII e XVIII; la dominazione turca fu invece continua per tutto il diciannovesimo secolo (periodo cui appartiene il castello di Alì Pascia Tepelene, eretto nel 1814 come baluardo contro gli Inglesi che, per esempio, controllavano Corfù), fino al 1912 quando l’Albania divenne uno Stato indipendente.

Nonostante il succedersi delle diverse dominazioni la città di Butrint visse in declino a partire dal XII secolo, via via occupata soltanto in una piccola parte dell’originaria estensione.

All’eccezionale rilevanza del parco archeologico di Butrint, dichiarato nel 1992 Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, si somma il valore naturalistico, ambientale e paesaggistico delle aree umide presenti all’interno del Parco.

Da un punto di vista naturalistico il Parco Nazionale di Butrint conserva una grande varietà di habitat naturali e seminaturali, ospitando numerose specie floristiche e faunistiche, in particolare legate alla presenza delle estese aree umide.

Alla laguna di acqua salata di Butrint si associano il lago salato di Bufi, i boschi di quercia (vallonee e spinose soprattutto), estese aree a macchia mediterranea, le saline di Alinura, le coste rocciose, i terreni alofitici, intervallati da aree coltivate. Un ecomosaico particolarmente ricco che determina una grande diversità di flora e di fauna.

L’area di Butrint è particolarmente interessante per gli appassionati di bird watching, ospitando almeno 247 specie di uccelli, di cui 33 definite come “globalmente minacciate”. Tra i mammiferi si segnala la presenza della lontra.

Il lago di Butrint rientra, proprio per la presenza di una grande varietà di specie di uccelli, tra le IBA (Important Bird Areas), aree destinate appunto alla protezione dell’avifauna. La laguna risponde inoltre ai criteri della Convenzione di Ramsar per la protezione delle aree umide.

IL PARCO NAZIONALE DEL LLOGARÀ

Il Parco Nazionale del Llogarà, situato a circa 40 chilometri a sud di Valona, è caratterizzato dalla presenza di montagne lussureggianti vicinissime al mare, nei cui boschi predominano il Pino loricato e il Pino nero. La morfologia del territorio favorisce l’instaurarsi di numerosi microclimi differenti, che generano numerosi ambienti con un’elevata biodiversità.

Il Parco, istituito nel 1966, ha una superficie di 1010 ettari e altitudine che varia dai 470 ai 2018 metri.

All’interesse naturalistico del Parco si aggiungono quello paesaggistico, con panorami spettacolari che spaziano sul mare e sui monti, e quello storico – culturale.

Tra le principali tracce della storia si segnala per esempio il “passo di Cesare”, toponimo che ricorda ancora il passaggio di Cesare tra queste montagne all’inseguimento di Pompeo, nel 48 a.C.

Da segnalare lungo il percorso costiero che da Saranda conduce verso il Parco del Llogarà, i siti di Porto Palermo e di Himarra.

Il primo è caratterizzato dalla presenza del castello di Alì Pascià Tepelena, uno dei monumenti più rappresentativi della zona. Si tratta di una fortificazione di forma pentagonale regolare, con mura spesse oltre un metro, residenza di Alì Pascià, che lo fece costruire nel XVII secolo su un edificio preesistente. Le molte sale che compongono il castello sono illuminate dalla luce proveniente dal corridoio centrale. Il castello è oggi in stato di abbandono, per quanto intatto nelle strutture principali.

IL PROGETTO DEL CISP NEL PARCO NAZIONALE DI BUTRINT

Il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP), e’ una ONG europea con sede a Roma che opera nel campo della cooperazione internazionale in circa 30 paesi in Africa, America Latina, Medio Oriente, Europa dell’Est.

Promuovere la conoscenza di Butrint all’estero e allo stesso tempo coinvolgere gli abitanti dei villaggi del Parco in attività di turismo sostenibile: questi sono gli obiettivi del progetto “Cultural And Natural Resources Management Project - Butrint Archeological Site and National Park - Assistenza tecnica per lo sviluppo del turismo comunitario” dell’ONG italiana CISP (Comitato Italiano per lo Sviluppo dei Popoli), che sta lavorando insieme alla Direzione del Parco ed altri partner, su piccole ma concrete iniziative-pilota, come per esempio invitare associazioni amanti della natura e dell’escursionismo, come Terre del Mediterraneo, a visitare il parco, a camminare lungo sentieri dai bellissimi paesaggi, a scoprire insospettate ricchezze archeologiche, ad incontrare gli abitanti del parco inventando con loro un diverso modo di “fare turismo”. Un turismo che non ha bisogno di distruggere, ma che anzi deve conservare e proteggere per esistere.

Il progetto presso il Parco Nazionale di Butrint (Albania) e’ finanziato dalla Banca Mondiale. La sua durata, divisa in due fasi, va da Ottobre 2003 a Giugno 2005.

Nello specifico l’obiettivo del progetto e’ fornire supporto alla Direzione del Parco nella conservazione delle risorse naturali e culturali, dimostrando alle comunità locali le potenzialità del parco come fonte generatrice di reddito, attraverso il diretto coinvolgimento degli abitanti nella gestione di iniziative turistiche pilota.

In tale ambito, tra le attività svolte ci sono:

·         Promozione di alcune attività pilota (artigianato e prodotti tipici, pescaturismo,  bed & breakfast)

·         Sensibilizzazione e comunicazione ambientale

·         Formazione dello staff del parco e dei collaboratori esterni

·         Elaborazione di studi e analisi sul contesto socio-economico dell’area

·         Supporto tecnico alla direzione del parco

 

 

Progetto "Paesaggi d'Albania"