Notizie generali
Il parco di Gallipoli
Cognato si estende per circa 27.000 ha nelle province di Potenza e Matera e
precisamente nei comuni di Accettura, Calciano, Castelmezzano, Oliveto Lucano e
Pietrapertosa, tutti situati nel bacino idrografico del Basento.
Il Parco presenta una
grande varietà di ambienti naturali. L’altitudine delle aree in esso comprese
va dai circa 200 m. del fiume Basento ai 1367 m. della Cresta Taverano. Questa
escursione altitudinale permette la presenza di differenti ambienti
vegetazionali che va dalle essenze tipiche della macchia mediterranea (leccio,
fillirea, erica) alla cerreta pura. Si incontrano, perlopiù, boschi misti di
latifoglie decidue, come: aceri, farnetti, tigli e ornielli. A queste essenze
se ne sono aggiunte altre legate all’azione di rimboschimento per opera
dell’uomo con popolamenti di cipresso, pino d’aleppo, pino laricio e pino
insigne. Nelle valli fluviali s’incontra una classica vegetazione idrofila con
salici, pioppi, e frassino.
La fauna è ricca, con la
presenza della lontra, del gatto selvatico, dell’istrice e dei tassi e nelle
aree faunistiche di cervo e daino. Tra gli uccelli vanno ricordati il falco
pellegrino, l’astore, lo sparviere, la poiana, il nibbio bruno e reale,
l’allocco, il gufo reale e numerose specie di picchi.
Il Parco offre anche
interessanti fenomeni geomorfologici tra cui le guglie di arenaria di
Pietrapertosa, le pareti di Castelmezzano e le numerose forme d’erosioni
alveolare.
Il Percorso
Il percorso si snoda
lungo la cresta che fa da spartiacque tra il torrente Mandria a nord-est e il
vallone Barone a sud. Per tale motivo si presenta di eccezionale valore
paesaggistico e permette di dominare un’ampia visuale che si estende dal massiccio
del Pollino a tutta la valle del Basento.
Il percorso si snoda
lungo una strada sterrata con ampi scorci panoramici sulla valle del Basento e
prosegue, in salita, lungo la cresta che ci porterà sino alla vetta di Monte
Croccia.
All’inizio la vegetazione ha caratteri
spiccati di mediterraneità con forte presenza di fillirea, leccio, acero
campestre e orniello, in seguito si incontreranno erica e corbezzolo. Infine si
entra nel dominio del cerro e del farnetto, di quest’ultimi, alcuni esemplari presentano
particolari di rara dimensione e bellezza, segnati da buchi di picchi e dal
lavorio degli insetti.
Sulla vetta del Monte
Croccia sono presenti le traccie di un insediamento lucano del VI-IV sec. a.c.,
con tratti di mura e una eccezionale veduta panoramica su tutta la valle.