GRAVINA DI LATERZA

Foto di Annalisa Losacco

 

Notizie generali

La gravina è Oasi di protezione dal 1984 con legge regionale. Nel 1989 è stata eseguita la tabellazione dell’area con divieto di caccia. Tra breve sarà allestito un centro visite, che, situato a pochi metri dal bordo orientale della gravina, che conterrà una mostra fotografica permanente riguardante gli aspetti naturalistici e quelli relativi al rapporto uomo-gravina. Sarà riprodotto un diorama per fini didattici ed educativi, si realizzerà una banca dati che fotograferà di specie esistenti, sarà allestita un’aula didattica per proiezioni di audiovisivi. Pannelli didattici aiuteranno a comprendere le caratteristiche più peculiari dell’ambiente naturale.

Il testo è tratto da “Consumatori” – mensile delle Cooperative di consumatori - 9/99

Per maggiori  informazioni sulla Gravina, è possibile consultare materiale più specifico nel CENTRO DI DOCUMENTAZIONE, presso la sede dell’associazione.

E’ l’esempio più significativo del fenomeno gravina, con i suoi 12 km di lunghezza, un’altezza delle pareti che supera i 200 m ed una larghezza massima intorno ai 500 m.

Il decorso piuttosto meandriforme della gravina crea scorci paesaggistici di grande suggestione, tra muraglioni di roccia che si protendono nei meandri come gigantesche paratie e coni detritici, colonizzati da estese e selvagge leccete, alternate a pareti di roccia a strapiombo, fortemente segnate dalla presenza di innumerevoli cavità e cengie sospese nel vuoto.

La gravina nasce a Nord seguendo al Vallone della Silica e termina a Sud nella lama Passo di Giacobbe. Sull’orlo occidentale della gravina è stato edificato il centro abitato di Laterza, il cui centro storico con i suoi terrazzamenti racconta storie di antiche convivenze tra l’uomo e la gravina.

Mentre lo spalto occidentale è quasi totalmente messo a coltura, ad eccezione delle aree più meridionali di ambiente steppico, lo spalto orientale è, invece, occupato da vasti cedui di fragno.

In generale la vegetazione è molto varia, potendo ospitare aree di steppa, aree di gariga a Thimus capitatus ed Euphorbia spinosa, aree di macchia che ospitano tra gli altri Aegilops uniaristata, Asyneuma limonifolium, Phomis fruticosa, Salvia  triloba.

Sulle rupi vegeta, inoltre, Campanula versicolor insieme a caratteristiche formazioni ad Euphorbia dendroides (arborea), che creano pennellate azzurre e gialle sulle grigie e scoscese pareti di roccia. Una gravina, quindi, che porta fortemente impresse le connotazioni orientali nella sua vegetazione.

Foto di Piero Petruzzelli

Anche il patrimonio faunistico si presenta di grande interesse. Le pareti ospitano nidificazioni di grandi rapaci, corvi imperiali, passeri solitari e monachelle; negli ultimi anni si è rilevata l’estinzione di alcune specie di eccezionale valore naturalistico come il capovaccaio ed il nibbio bruno.

Mammiferi come l’istrice ed il tasso fanno spesso la loro apparizione.

Foto di Piero Petruzzelli

Notevole è anche il popolamento di rettili ed anfibi, con specie altrove rare, come la tartaruga terrestre, il colubro leopardino, la raganella, l’ululone dal ventre giallo.

Il testo è tratto da “Natura in Puglia” – 1990 di A.Sigismondi – N.Tedesco – Mario Adda Editore.