I COLLI DI MONOPOLI

Il territorio del Comune di Monopoli è articolato in quattro zone principali, nettamente distinte l’una dall’altra.

La zona costiera comprende la parte più prossima al mare: in questa zona tratti di costa rocciosa, caratterizzati dalla presenza di calette sabbiose in corrispondenza dello sbocco al mare delle lame, si alternano estesi tratti di costa bassa e sabbiosa (Capitolo).

La piana costiera o “Marina”, quasi completamente occupata dalle colture arboree ed in particolare dagli oliveti secolari che così profondamente connotano il paesaggio di quest’area. La vegetazione naturale è ridotta ai fianchi di alcune delle lame, i solchi erosivi che, paralleli l’un l’altro, dalla Murgia si dirigono verso il mare.

I fianchi della scarpata murgiana o “serre”, corrispondenti al netto salto di quota che unisce l’altopiano murgiano alla pianura costiera. Tale area si caratterizza come una stretta fascia continua, parallela alla linea di costa che dista circa 5 chilometri, per lo più ricoperta da una fitta vegetazione naturale in cui domina, oltre alle specie tipiche della macchia mediterranea, il leccio.

La quarta zona è quella corrispondente all’altopiano murgiano, detta “dei monti”, profondamente caratterizzata dalla fitta presenza di contrade abitate tutto l’anno. L’intenso utilizzo di questo territorio a fini agricoli, già in tempi lontani, ha ridotto notevolmente la presenza di aree boscate prima molto diffuse, a vantaggio di colture quali vigneti, oliveti e frutteti. Dell’antica copertura boschiva restano oggi pochi boschi di limitata estensione, specie in corrispondenza di alcune masserie, e esemplare arborei anche secolari, isolati o a formare siepi lungo i confini delle proprietà. Quest’area è dominata da altre due specie di querce, la roverella e il fragno, che sostituiscono il leccio diffuso maggiormente nell’area della scarpata murgiana.

Il percorso escursionistico si sviluppa a cavallo della scarpata murgiana, nella zona di Monte Sant’Oronzo e permette di cogliere il passaggio tra la zona collinare, caratterizzata dalla presenza di colture arboree miste e di seminativi inframezzate da boschi relitti e esemplari monumentali di fragno e roverella, e la zona della Marina, in cui dominano le piantate di oliveti secolari. Il salto di quota tra le due aree rappresenta ambiente completamente differente rispetto ad entrambi, caratterizzato ancora oggi dalla presenza di una fitta macchia mediterranea, impenetrabile in più punti, e di boschi di leccio, in particolare in corrispondenza degli impluvi che convogliano le acque meteoriche dalla collina alla pianura. Un ambiente di estremo valore ma sconosciuti ai più (ma purtroppo non ai cacciatori che lasciano evidenti tracce del loro passaggio).

IL PARCO DEGLI ULIVI SECOLARI

La piana costiera di questa parte della Puglia costituisce un paesaggio di estrema suggestione per le antiche masserie che la punteggiano e per la presenza, che tutto pervade, dei nodosi e monumentali alberi millenari di olivo, piante modellati dal tempo e dal vento, testimonianza vivente della storia di questo territorio.

Questo straordinario patrimonio vivente rischia di scomparire o comunque di depauperarsi anno dopo anno in seguito allo sradicamento delle piante esportate in giardini e ville di molte regioni italiane (aspetto molto sottolineato dai mezzi di informazione e molto sentito tra l’opinione pubblica per quanto quantitativamente meno grave rispetto alle altre dinamiche in atto), ma soprattutto come conseguenza della diffusione, spesso irrazionale e a volte abusiva, degli insediamenti e delle infrastrutture e della maggiore reddività dei nuovi impianti intensivi che in più parti tendono a sostituire quelli di antico impianto.

Numerose sono le iniziative, spesso di tipo volontaristico o comunque partite dal basso, sviluppatesi nel corso degli ultimi anni a difesa di questo eccezionale patrimonio, unico per valore paesaggistico, botanico-vegetazionale, agronomico e storico-culturale.

Da alcuni anni si parla infatti, su proposta di un gruppo di lavoro del Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, di Parco Agrario degli Ulivi, al fine di proteggere e valorizzare la piana costiera e gli oliveti presenti nel territorio dei Comuni di Monopoli, Fasano, Ostuni, Carovigno e San Vito dei Normanni.

Legambiente ha lanciato l’iniziativa “Adotta l’olivo secolare”, anche attraverso la commercializzazione di un olio extravergine DOP realizzato esclusivamente dalle piante secolari presenti in quest’area, prodotto realizzato in totale controllo di filiera, senza Ogm e dalla tracciabilità totale. Il ricavato delle vendite sarà utilizzato per finanziare interventi tesi alla realizzazione del Parco degli Ulivi.

Nel marzo 2003 si è inoltre costituita l’Associazione Parco Agrario degli Ulivi ad opera di un gruppo di individui ed organizzazioni che già in precedenza si erano costituiti come comitato spontaneo per la salvaguardia e la valorizzazione degli uliveti secolari.

Alcuni Comuni, come Monopoli e Ostuni, hanno regolamentato lo sradicamento selvaggio degli olivi secolari, avviando quindi un percorso di tutela di questo patrimonio cui dovranno necessariamente seguire forme di valorizzazione delle sue valenze paesaggistiche, economiche, turistiche e storico-culturali.

SAN MICHELE IN FRANGESTO

La chiesa di S. Michele in Frangesto rappresenta un significativo esempio di chiesa a cupole in asse, tipologia peculiare del territorio pugliese e frequente anche in ambito rurale.

La chiesa si trova nei pressi dell’antica strada che da Monopoli conduce alla Selva di Fasano, in posizione dominante sulla pianura costiera.

Per alcuni storici, la struttura era un antico casale, ma altri studiosi suppongono che fosse parte integrante di un monastero femminile, costruito sui terreni di una badessa intorno alla metà del XII secolo (nel trentennio compreso tra il 1144 e il 1176, come attestano alcuni documenti storici).

La chiesa è impostata in funzione dell’orientamento degli assi principali: asse longitudinale disposto lungo la direttrice Est – Ovest e asse trasversale lungo quella Nord – Sud. L’interno è diviso in tre navate: le due laterali, larghe circa 1,60 metri, sono coperte da una volte a botte, mentre quella centrale, larga 2,15 metri e articolata in tre moduli volumetrici in successione, è coperta da una volta a botte in corrispondenza del primo modulo e da due cupole negli altri due.

Le absidi sono molto evidenti sia all’interno che all’esterno della chiesa; le cupole, invece, sono contenute nelle due falde della copertura. Oltre all’ingresso, due monofore sulle absidi delle navate laterali ed un oculo sulla ghiera dell’abside centrale costituiscono le uniche fonti di illuminazione.

Estese tracce di intonaco affrescato testimoniano l’antico aspetto dello spazio interno della chiesa. Esternamente, la chiesetta colpisce per un piccolo campanile a vela e per la luminosità dell’intonaco bianco, immersa in un agro incontaminato.

Le forme architettoniche della chiesa e le soluzioni spaziali adottate richiamano in molti aspetti quelle della più conosciuta chiesa di Ognissanti a Valenzano.

 

Si segnala il sito web:
- www.comune.monopoli.ba.it

Si segnalano le pubblicazioni:
- L. Mongiello: “Chiese di Puglia – Il fenomeno delle chiese a cupola”, Bari 1988
- F. Pepe: “Monopoli città unica - Guida Turistica e Culturale”, Monopoli 1996