PORTO SELVAGGIO

 

 

NOTIZIE GENERALI

Il parco di Porto Selvaggio – Torre Uluzzo occupa 424 ettari, di cui 260 occupati da rimboschimento, ad ovest di Nardò, affacciato sul mar Ionio.

Si tratta dell’unico Parco Naturale Attrezzato della Regione Puglia, istituito in base alla legge regionale n.21 del 24 marzo 1980.

La pineta di Porto selvaggio, con prevalenza assoluta di pini d’Aleppo, nacque tra il 1952 e il 1954 ad opera della Cassa del Mezzogiorno su un’area privata (di proprietà dei baroni Fumarola), originariamente estesa per 101 ettari. Le operazioni di rimboschimento poterono essere avviate solo dopo la realizzazione di un esteso sistema di terrazzamenti a gradoni.

La bellezza ed il valore naturalistico assunto dal sito portarono nel 1968 all’apposizione del vincolo sulla protezione delle bellezze naturali (legge 1497/39).

Il rimboschimento ha modificato completamente il paesaggio di questo tratto di costa, in origine assolata distesa pietrosa erosa dagli agenti atmosferici. La riuscita dell’impianto è confermata dalla presenza di esemplari giovani e dalla colonizzazione spontanea di nuove aree. Non mancano però i problemi, quali l’eccessiva densità di piantumazione in alcune aree, la mancanza di manutenzione e di appropriate cure boschive, le periodiche infestazioni da parte della processionaria del pino.

Nel sottobosco e ai margini della pineta vegetano le essenze tipiche della macchia mediterranea (mirto, lentisco, olivastro, rosmarino, caprifoglio, etc.). Circa 300 sono le specie vegetali censite all’interno dell’area parco. Di estremo interesse le specie rupicole (quale la Campanula Versicolor), quelle amanti degli ambienti salmastri (limonio, salicornia, finocchio marino, etc.) e numerose specie di orchidee di rara bellezza e in alcuni casi endemiche della Puglia (Ophrys Apulica, Orchis Lactea, etc.).

La specie di uccelli più presenti sono i fringuelli, i cardellini, le cincie, le capinere, le tortore dal collare, i colombacci, le passere d’Italia e le mattugie, i fanelli, le gazze e le upupe. Può capitare di scorgere anche il gheppio, il gufo comune e il più raro rampichino. Tra i rettili sono frequenti la lucertola campestre, il ramarro, il biacco e la testuggine comune. Unici predatori mammiferi: le volpi, le donnole e le faine.

Porto Selvaggio oltre ad essere un’area di rilevante valore naturalistico e paesaggistico, rappresenta una zona di straordinario interesse archeologico. La baia di Uluzzo, all’interno del parco, custodisce infatti uno dei depositi preistorici più conosciuti a livello europeo (giacimenti della Grotta del Cavallo, della Grotta di Carlo Cosma e della Grotta di Uluzzo).

Studiate per la prima volta nel 1961, le grotte hanno rivelato una frequentazione antropica di questi siti a partire dalla fine del Paleolitico Medio (circa 40000 anni fa), in un ambiente completamente differente da quello attuale, che ospitava equini ma anche rinoceronti.

L’importanza del sito dal punto di vista scientifico è testimoniata dalla definizione di un’autonoma “cultura uluzziana”, dal nome della torre esistente nell’area, caratterizzata dall’utilizzo di lastrine calcaree per ricavare strumenti utili alle esigenze della vita quotidiana e dalla creazione di una particolare punta fittile, a forma di semiluna.

Da segnalare anche grotta Torre dell’Alto e grotta riparo M. Zei all’interno del parco e le grotte del Fico, di Serra Cicoria e M. Bernardini nelle immeditate vicinanze.

Di notevole interesse dal punto di vista geologico, biologico e archeologico sono le grotte sommerse disseminate lungo il tratto di costa compreso tra Torre dell’Alto e Torre Uluzzo, che in un tempo lontano (circa 40000 anni fa), quando il livello del mare era più basso di circa 100 metri rispetto ad oggi, erano emerse ed abitate.

Le torri citate facevano parte del sistema di avvistamento eretto nel corso dei secoli XVI e XVII a difesa delle coste dalle incursioni pirate.

L’eccezionale valore di quest’area e l’integrità dell’originalissimo connubio tra emergenze naturalistiche, paesaggistiche e archeologiche è stato, come in tantissimi altri casi in Italia e soprattutto al Sud, ripetutamente messo a rischio dai progetti di cementificazione speculativa della costa.

Già nel 1975 i proprietari dell’area presentavano un piano di lottizzazione, approvato dall’Amministrazione Comunale di Nardò e poi anche dalla Regione, cui si oppose con successo un vasto movimento di opinione locale.

La stessa legge istitutiva del Parco Attrezzato prevedeva numerosi impianti sportivi, parcheggi ed aree pic-nic.

Più recente e non ancora definitivamente chiuso è il caso del progetto di approdo turistico in località Serra Cicora, che prevede la costruzione di un porto turistico lungo la litoranea tra Torre Uluzzo e Torre Inserraglio (immediatamente a ridosso del Parco), con notevoli sbancamenti della costa per la realizzazione dei moli di attracco e delle dighe di protezione a mare.

Per ulteriori approfondimenti sull’area del Parco e per un ricco archivio fotografico si segnalano i siti:

   

·         www.parcoportoselvaggio.it/PortoselvaggiO.htm

·         www.nardoweb.it

·         www.lavocedinardo.it

·         www.salentonline.it