RUTIGLIANO

L'ARCHEOLOGIA, LE LAME E I FISCHIETTI

 

 

IL TERRITORIO DI RUTIGLIANO

Il territorio del Comune di Rutigliano è caratterizzato da un'eccezionale presenza di beni archeologici e storico - culturali associati ad emergenze di rilevante valore naturalistico, ambientale e paesaggistico. Lo stretto rapporto esistente costituisce un indubbio valore aggiunto, fondamentale punto di partenza per qualsiasi progetto di valorizzazione dell'area.

La frequentazione umana del territorio di Rutigliano ha origini antichissime, e le cause di tale frequentazione vanno ricercate in primo luogo proprio nelle particolari caratteristiche morfologiche ed ambientali: in primo luogo la presenza di due lame, siti naturalmente fortificati, anticamente con una discreta disponibilità idrica e lungo un percorso naturale, le lame stesse, che metteva in comunicazione l'area adriatica con l'entroterra delle Murge e con l'area ionica. I suoli fertili, la facilità di approvvigionamento di importanti materie prime quali l'argilla, la vicinanza con la costa, sono tutti ulteriori elementi che contribuirono all'antico insediamento di queste aree. Il collegamento naturale costituito dalle lame, in età più tarda, fu ricalcato da una strada, che correndo parallela alla lama, toccava una serie di siti archeologici, tra cui Azetium, collegando Bari a Taranto.  

Numerosissimi sono i siti archeologici, da quelli riferibili esclusivamente all'età neolitica, ovvero al VI millennio a.C. (Torre delle Monache, Madonna delle Grazie 1), ad altri riferibili ad un periodo che va dal neolitico fino al III secolo a.C. (Madonna delle Grazie, Petruso - Pappalepore e Cipierno a nord di Rutigliano, l'Annunziata e Purgatorio - Bigetti a sud del centro urbano).

 Due le principali emergenze naturalistiche ed ambientali, lama di Mosca (tratto iniziale di lama Giotta), a nord del centro abitato, e lama dell'Annunziata (o Lamone) a sud del centro urbano, importanti connessioni ecologiche tra le aree interne e la costa. Le due lame costituiscono le uniche aree relitte dell’originario paesaggio naturale dell’area, per quanto strette dall’uso agricolo intensivo del territorio, caratterizzato dalla presenza diffusa del vigneto a tendone

La valenza complessiva di quest'area, il suo rilevante valore storico - culturale, ambientale e naturalistico, ha indotto la Regione Puglia ad individuare, con la L.R. 19/97, in Lama S.Giorgio, tratto finale della Lama dell'Annunziata, una delle aree protette di prossima istituzione. L'area protetta non è stata però ancora istituita ed è priva di una precisa perimetrazione.   

 

AZETIUM E LAMA DI MOSCA

A 2.5 km a nord - est del centro urbano, sulla collina di Castiello, si trova il più rilevante insediamento archeologico del territorio di Rutigliano, luogo dell'antica città di Azetium, unica area dove è riscontrabile un insediamento ininterrotto dal Bronzo Finale, per tutta l'età antica, fino all'alto Medioevo.

L'area è fiancheggiata a sud e ad ovest dalla "lama di Mosca", che prosegue a nord sfociando a mare nella cala di Torre a Mare. La lama ha caratteristiche molto variabili lungo il suo corso, sia in termini di morfologia (larghezza, profondità, pendenza dei versanti) sia di copertura vegetale (aree coltivate, aree relitte con vegetazione spontanea, aree anticamente coltivate ed ora lentamente ricolonizzate dalla vegetazione spontanea). In particolare il tratto della lama tangente le mura dell’antico insediamento registra la presenza delle uniche tracce di vegetazione spontanea in un paesaggio agricolo per il resto fortemente antropizzato. La vegetazione presente al suo interno costituisce uno degli ultimi lembi delle antiche foreste di sclerofille sempreverdi che anticamente caratterizzavano il paesaggio di questa parte del territorio, oggi ridotte a pochissimi e spesso isolati lembi relitti.

La documentazione più antica dell'insediamento di Azetium è costituita da ceramica d'impasto, risalente all'ultima fase dell'età del Bronzo. La successiva età del Ferro, così come quella arcaica e classica, sono testimoniate da grandi quantità di ceramica, geometrica e subgeometrica, a vernice nera e a figure rosse, oltre ad alcuni elementi di decorazione architettonica. Nella seconda metà del IV secolo a.C. l'insediamento di Azetium, così come altri del sud - est barese quali Castiglione a Conversano e Monte Sannace a Gioia del Colle, viene munito di un imponente circuito murario, lungo complessivamente 3450 metri. Le mura, larghe fino a 5 metri, e conservate in alcuni punti per un'altezza variabile tra i 4 ed i 6 metri, sono costruite in una rozza tecnica poligonale, con blocchi disposti in doppia cortina ed emplecton centrale. Il sistema difensivo era inoltre rinforzato da avancorpi quadrangolari e da torri di vedetta sul lato nord, verso il mare Adriatico. Il periodo medio e tardo ellenistico vide una notevole crescita dell'abitato, testimoniata dalla presenza di pozzi, cisterne, strutture di abitazioni e necropoli.

Azetium è l'unica località in territorio di Rutigliano dove è riscontrabile l'esistenza di un vero centro urbano, che inoltre sopravvisse a tutti gli altri insediamenti, in via di abbandono già all'inizio del III secolo a.C. Lo sviluppo e la continuità insediativa del centro di Azetium è da ascrivere ad una serie di motivi: la sua ubicazione in una posizione fortificata e strategicamente favorevole, nei pressi del solco torrentizio di Lama di Mosca, che da sempre ha svolto una funzione aggregante nella distribuzione degli insediamenti sul territorio. La città era inoltre localizzata lungo un importante asse viario, alternativo all'Appia, che univa alcuni tra i principali centri della regione (Canosa, Ruvo, Bitonto, Ceglie, Egnazia) e nei pressi di una seconda strada di notevole importanza, che collegava l'interno, ed in particolare il grosso centro di Monte Sannace, con la costa.

L'esistenza della città di Azetium è documentata dall'emissione di monete, da Plinio e in numerosi itinerari romani, tra i quali la Tavola Peutingeriana.

 

LA CHIESA E LA LAMA DELL'ANNUNZIATA

La lama dell'Annunziata, denominata anche il Lamone, prende origine nel territorio di Sammichele e sfocia a mare nei pressi di cala S.Giorgio, dopo aver attraversato il territorio di Casamassima, Rutigliano, Noicattaro e Triggiano. I fianchi della lama, ad eccezione di alcuni brevi tratti, non sono particolarmente ripidi, mentre il fondo si presenta per lunghi tratti ampio e pianeggiante. Ciò ha permesso nel corso dei secoli un'intensa attività antropica, che ha comportato il progressivo disboscamento dell'area per utilizzarla a fini agricoli. Dell'originaria copertura boschiva originaria restano pochi lembi discontinui, associazioni vegetali più o meno degradate, importantissime però da un lato per comprendere l'originario aspetto dell'area e dall'altro per la biodiversità comunque presente.

Numerosi sono gli ambienti che si possono incontrare nei differenti tratti della lama: l'ambiente dei coltivi arborati, quello dei prati pascoli, quello della gariga, della macchia e del bosco, l'ambiente rupicolo tipico degli  spalti di roccia. E' soprattutto interessante leggere le dinamiche presenti all'interno di ciascun ambiente e tra gli ambienti e le conflittualità esistenti tra ambiente naturale e attività antropica. 

Significative le tracce dell'antico rapporto tra uomo e ambiente (colture abbandonate in via di rinaturalizzazione, rete dei muretti a secco, edifici rurali, calcare per la produzione della calce, etc.).

Numerosissime le tracce della frequentazione umana dell'area della lama: l'altura dell'Annunziata, delimitata dalla confluenza di due rami della lama, era fino a non molti anni fa completamente circondata da un muro a secco, che a sud assumeva i caratteri propri di un muro di cinta. Questa struttura, oggi distrutta in seguito a lavori agricoli, era composta da un paramento in pietra a doppia cortina, alto mediamente 3 metri e in più punti spesso ben 12 metri; nella parte centrale si apriva uno degli accessi all'insediamento. La zona archeologicamente più ricca è quella più lontana dalla chiesa: in quest'area sono stati rinvenuti reperti risalenti a diverse fasi della frequentazione antropica del sito (neolitico, eneolitico, appenninico, età del ferro). Molto interessanti da un punto di vista archeologico alcune grotte presenti sullo spalto ovest della lama, quasi di fronte alla chiesa. In particolare in una di queste sono stati rinvenuti ben 22 stratificazioni. Un'estensione dell'abitato dell'Annunziata è venuto alla luce sul versante ovest della lama, in contrada S.Martino, dove è emersa la struttura di un'antica capanna. Un ulteriore insediamento, risalente all'eneolitico, è stato scoperto qualche centinaio di metri più a monte, nell'area di Parco S.Nicola.

La frequentazione antropica dell'area dell'Annunziata è quindi antichissima e oltremodo stratificata, e la localizzazione della chiesa di S.Maria costituisce solo l'ultimo tassello di un processo insediativo plurimillenario.

La nascita della chiesa di S.Maria dell'Annunziata è legata alla storia del monastero di S.Tommaso, sorto a Rutigliano nel XII secolo, con la finalità di dare ospizio ai pellegrini. Tale monastero fece costruire, probabilmente tra il XIII e il XIV secolo, la chiesa di S.Maria del Castello, solo in seguito denominata dell'Annunziata. Dopo secoli di alterne fortune, la chiesa fu riedificata, nello stesso luogo della prima, sul finire del XVI secolo. Ulteriori importanti interventi sono ascrivibili alla prima metà del XVIII secolo ad opera del prelato Innico Martino Caracciolo. Successivamente al 1864 la chiesa divenne proprietà privata. Nel 1961 fu venduta alla chiesa del Carmine, che ancora oggi risulta proprietaria della chiesa e dell'area annessa esterna.

Il complesso è composto da due corpi di fabbrica. Il primo, quello della chiesa (14 metri x 10.55, con un'altezza di 13), ha un impianto rettangolare a navata unica, diviso in tre campate; la prima e l'ultima coperte a botte con lunette, in cui si aprono finestre strombate, mentre quella centrale è coperta a vela con lanterna centrale. Il secondo, aggiunto successivamente al 1727, si compone di due livelli, il primo utilizzato parte a stalla e parte come sagrestia, il secondo come fienile. 

L'interno della chiesa è ripartito lateralmente da arcate a tutto sesto, arricchite da paraste aggettanti modanate, che in passato incorniciavano altari in pietra ormai trafugati. Anche l'altare maggiore è stato asportato (rimane solo un timpano spezzato curvilineo, poggiato su mensole). La facciata cuspidata della chiesa, rivolta a ovest, presenta per metà un bugnato in pietra a filari regolari, mentre la parte superiore è intonacata. Il portale sul fronte principale, sormontato da un timpano spezzato, fino a marzo 1986 era arricchito dallo stemma prelatizio in pietra di Innico Martino Caracciolo, autore nella prima metà del '700 di interventi di ristrutturazione e abbellimento.

Ai furti susseguitisi nel tempo si sono progressivamente sommati consistenti fenomeni di degrado, che interessano sia le coperture che i muri perimetrali, con la comparsa di preoccupanti segnali di dissesto statico.

Sulla lama dell'Annunziata si segnala una pubblicazione realizzata, in seguito ad un finanziamento POP Puglia 1994-96, da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Puglia, Comune di Rutigliano, Archeoclub d'Italia, dal titolo "Ambiente, Archeologia, Storia - Segni della lama dell'Annunziata".

 

IL CULTO DELL'ANNUNZIATA E IL PASSA PASSA

Il culto dell'Annunziata ha origini antiche ed è da sempre caratterizzato da particolare fervore, se già nel 1727 il vescovo di Conversano mostrava stupore per l'ingente spesa impiegata per la ristrutturazione della chiesa, posta così lontano dal centro abitato.

In passato la festa dell'Annunziata si svolgeva due volte l'anno, il 25 marzo (coincidente con la ricorrenza liturgica dell'Annunciazione) e la seconda domenica di maggio. Mentre la prima data coincideva con una festa religiosa, la seconda era legata ad una festa decisamente profana, dai contenuti strettamente connessi alla superstizione popolare. Si tratta infatti della Passata o Passa passa, terapia magico - sacrale per la cura dell'ernia.

Il rito del passa passa rappresenta un modello rituale molto diffuso in Europa ed in particolare nell'Italia meridionale (attestato a Baragiano, Pescopagano, Saponara di Grumento, Savoia di Lucania, Barile in Basilicata; Molfetta, Noci, Noicattaro, Gioia del Colle, Valenzano, Conversano, Turi, Cerignola, Calendano, Rutigliano in Puglia), facente parte di una più ampia categoria di cerimoniali magici fondati sull'immagine del "passaggio stretto", ovvero sulla consuetudine di far passare il malato attraverso una strettoia, costituita da una fessura naturale della roccia o, come nel caso di Rutigliano, da un arco arboreo.

Tale operazione magica rappresenta uno dei più antichi ed autentici riti arborei di rigenerazione dell'organismo infantile e di augurale iniziazione simbolica del bambino all'atto sessuale riproduttivo. A Rutigliano la pianta utilizzata per il rito non è la quercia, come avviene in molti altri posti, ma il lentisco.

La testimonianza scritta più antica del rito del passa passa di Rutigliano risale al 1792, in una relazione di Giuseppe Maria Galanti, incaricato dal governo del Regno di Napoli di verificare la condizioni economiche, sociali e culturali delle province. Il Galanti così scriveva: "... a Rutigliano sussiste un'abominevole superstizione. Vi è una Madonna per le ernie e le cose simili. Uomini e donne di ogni età, che hanno bisogno di tal protettrice, nel giorno di festa, tutte denudate, sono passate e ripassate per lentisco fesso. Questo poi si stringe con legature e si attende un anno per vedere se è rimarginato, il che è segno della grazia ricevuta ...".

Contro la passata, a cominciare dall'inizio dell'800, ci fu una vera e propria offensiva da parte delle autorità ecclesiastiche, ma l'usanza perdurò per tutto il secolo. Solo agli inizi del '900 la festa acquisì progressivamente il carattere di innocente scampagnata.

Nell'immediato secondo dopoguerra la Chiesa decise di spostare la festa dell'Annunziata al Lunedì di Pasqua. Fu così che i Rutiglianesi presero l'abitudine, ancora viva, di passare il giorno di Pasquetta nelle macchie dell'Annunziata.

Oggi del passa passa rimangono tracce, per esempio nella particolare benedizione del sacerdote alle coppie, di ogni età e sesso, che sacralizzano stretti vincoli di amicizia (diventando "compari") attraverso il gesto simbolico di stringersi vicendevolmente al braccio sinistro un nastro colorato. Si tratta forse di un retaggio dell'antico rito con cui i compari legavano il ramo di lentisco utilizzato per il passa passa. 

Anche questa tradizione però si va perdendo, e sembra quindi utile farla conoscere come parte importante della nostra cultura.

 

L'ARTE FIGULA - I FISCHIETTI

Tra le attività artigianali tipiche di Rutigliano posto di assoluto rilievo è ricoperto dall'arte ceramica ed in particolare dalla produzione di fischietti in terracotta. Numerosi sono i laboratori artigianali attivi in questo particolare settore, continuatori di un'attività tradizionale ormai secolare.

Il 17 gennaio, in occasione della festa di S.Antonio Abate, si svolge la Fiera del Fischietto in terracotta, momento atteso dagli artigiani locali per competere e confrontarsi con artigiani di altre parti della Puglia e provenienti da altre regioni.

Sul tema dell'arte figula si segnala una pubblicazione del CRSEC Ba/15 e del Comune di Rutigliano ("La festa di S.Antonio Abate e i fischietti in terracotta di Rutigliano" - 1989). 

 

Si segnala infine il sito Internet:
www.agripuglia.it/pubblicazioni/Svilupporurale/rutigliano.htm